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ORIGINI
Ed a fomentare in qualche modo la strana nobiltà che ha
sempre accompagnato questa pianta, forse è stata proprio la
sua origine...sconosciuta!
L'autrice, tra le varie ipotesi plausibili nomina l'Asia
tropicale, l'India, l'antica
Persia, ma anche l'Africa
tropicale: numerose cronache di "viaggiatori-esploratori"
dell'800 elencarono molte specie di Ocimum reperite
lì come nel se fossero nel loro habitat naturale. Tanta
incertezza, dunque, poiché il basilico, che è stata
considerata da sempre una pianta
essenzialmente medicinale, ha spesso
viaggiato insieme all'uomo in tutte le sue migrazioni.
Nonostante le tante specie esistenti in ogni parte del
mondo, infatti, nella storia non è quasi mai noto come
alimento. Si sa che nel 1060 d.C in Cina
era nominato in un libro di piante medicinali, ma ancor
prima, nell'antico Egitto, il medico Serapione ne descriveva
le qualità mediche così com'erano già note agli Arabi...Ma
anche i crociati dovevano conoscerne le
qualità terapeutiche se di ritorno dalla terra santa ne
riempivano le navi per scacciare gli insetti, le infezioni e
i cattivi odori della putrefazione.
Credenze e
superstizioni
Ma il basilico si contraddistingue anche, e forse
soprattutto, per le curiose credenze che lo
trovano da sempre protagonista: queste trovano spazio nella
seconda parte dell'opera, intitolata "Superstizioni e
contraddizioni". Fra le tante forse non tutti sanno che sia
Greci che Romani erano
convintissimi che per far crescere una sana piantina di
basilico fosse necessario seminarla accompagnando
l'operazione con insulti e
maledizioni, mentre nel Medioevo
per poterlo raccogliere si doveva prima purificare la mano
destra lavandola a tre fonti diverse per tre volte, e poi
adoperare un ramo di quercia. Il tutto indossando
rigorosamente candidi abiti di lino.
Con il passare del tempo i pareri sull'efficacia terapeutica
del basilico si sono fatti sempre più discordanti...Per
lungo tempo si era creduto che fosse altamente curativo nei
casi di pazzia e demenza...altri, come Avicenna da
Dioscoride, sostenevano invece che il suo uso provocasse
sangue torbido e malinconico. Ma le superstizioni non furono
un'esclusiva dell'antichità: nel 1800 alcuni inglesi
residenti in India avevano preso l'abitudine di girare con
una collana realizzata con legno di basilico: infatti
credevano che neutralizzasse gli impulsi elettrici e quindi
che...tenesse lontani i fulmini, come sosteneva la religione
hindù. Nello stesso periodo, ma solo durante le eclissi, il
basilico veniva anche mangiato e messo nelle riserve d'acqua
per prevenire le contaminazioni...
Dal basilico al
pesto... la sua storia e' una storia antica quanto il bacino
del Mediterraneo anche se le sue origini hanno una matrice
asiatica e africana.
Del basilico parlano Plinio e
Teofrasto, Avicenna, Alessandro Petronio e Galeno, tutti
diligentemente elencati nell'opera "Dell'insalata e dell'uso
di essa" di Salvatore Massonio (1627).
Ne parlano poi nel 1800, codificando
la cucina genovese, i vari Rossi e i Ratto. Questi ultimi,
padre e figlio, nel denominarlo "battuto o sapore all'aglio"
(pesto) cosi' ne definiscono la composizione: uno spicchio
d'aglio, basilico (baxaicò), formaggio sardo e parmigiano,
grattuggiati e mescolati insieme; pestare il tutto con poco
burro fino a ridurlo in pasta, sciogliere quindi il tutto
con olio fino in abbondanza. Con questo battuto si
condiscono le lasagne, i tagliolini e i gnocchi (troffie)
unendovi anche un po' d'acqua calda senza sale, per renderlo
piu' liquido.
Usato dai preti copti quale aspensorio
durante la benedizione delle case e, in Egitto, nei
matrimoni popolari, il basilico viene ancora oggi offerto
agli invitati in segno di buon augurio.
L'immagine della Liguria e' legata al
basilico come il suo mare. Qui il microclima particolare e
il terreno ideale favoriscono la crescita di una varieta'
dal profumo e dal gusto particolarmente equilibrato. Non
c'e' famiglia che non avesse sul balcone almeno una piantina
di basilico e altrettanto facevano i comandanti genovesi
sulle loro navi.
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